Alessia è la mente visiva dietro Rocket. Sei anni nel mondo del design, quattro nella grafica con una deviazione negli interni che le ha insegnato a pensare lo spazio prima ancora della superficie. Ha lavorato su brand identity, materiali coordinati, social, UI, editing, packaging e quando il progetto lo chiede, si avventura nel motion graphic, soprattutto nei giorni in cui After Effects decide di non sabotare le sue idee più ambiziose.
Il suo punto di partenza è sempre lo stesso: definire il problema. Un progetto senza direzione chiara è come un razzo senza coordinate di destinazione: consuma energia, fa rumore, ma non arriva da nessuna parte. Prima si capisce dove si vuole arrivare, poi inizia il lavoro vero. E quel lavoro ha una logica precisa: trovare la metafora giusta. Non nel senso poetico, ma nel senso pratico. Ogni brand ha un concetto da comunicare che, detto direttamente, non arriva. Il suo mestiere è trovare l'immagine, la forma, il colore che lo traducono in qualcosa di immediato e riconoscibile. Non distribuisce creatività. La costruisce a partire da un input preciso.
Il suo approccio estetico è un mix di tutto quello che ha vissuto: millennial cresciuta negli anni '90, formata per sette anni a Milano, dove il design lo ha respirato anche per strada, con una sensibilità che fonde nostalgia e contemporaneità senza che l'una soffochi l'altra.